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Nel mio lavoro di igienista dentale, vedo spesso come la menopausa porti cambiamenti che sorprendono le donne: “prima avevo gengive perfette, adesso sanguinano facilmente” oppure “non ho mai avuto carie e ora ne trovo una ogni controllo”.
La verità è che non è colpa vostra: è il corpo che cambia. Ma con attenzione e prevenzione si può continuare a sorridere in piena salute, anche in questa nuova fase della vita.
La menopausa non è solo la fine del ciclo mestruale: è un periodo di grandi cambiamenti che toccano tutto il corpo, bocca compresa. Molte donne in questa fase iniziano a notare sintomi mai avuti prima: secchezza orale, gengive più sensibili, carie improvvise o una fastidiosa sensazione di bruciore.
Non è un caso: gli estrogeni, che in menopausa calano drasticamente, hanno un ruolo chiave anche nella salute orale. E in più, i farmaci che spesso si assumono in questa fase della vita possono amplificare questi disturbi.
Vediamo insieme cosa ci dice la scienza negli studi degli ultimi 5 anni.
Carie: un rischio maggiore
Una recente meta-analisi del 2025 ha confrontato migliaia di donne in post-menopausa con coetanee non ancora in menopausa: risultato? Le prime presentavano in media 3 denti in più cariati, mancanti o otturati.
Il motivo è la riduzione della saliva, che normalmente ci protegge remineralizzando lo smalto e contrastando gli acidi. Con meno saliva, il rischio di carie aumenta sensibilmente.
Gengive e parodonto: più vulnerabili
Gli estrogeni proteggono anche i tessuti di sostegno dei denti. Quando calano, le gengive diventano più soggette a infiammazione e l’osso che sostiene i denti tende a riassorbirsi più facilmente.
Secondo una revisione sistematica, oltre la metà delle donne in post-menopausa soffre di parodontite. Non solo: la perdita di densità ossea tipica di questa fase contribuisce a una maggiore perdita dentaria.
Xerostomia: la bocca secca
Una delle lamentele più comuni in menopausa è la secchezza orale: circa 1 donna su 2 la sperimenta.
La saliva non è solo “acqua in bocca”: contiene enzimi e sostanze antibatteriche che proteggono denti e gengive. Senza, aumenta il rischio di carie, infezioni, alitosi e disagio nel parlare o mangiare.
Ma non solo gli ormoni: anche molti farmaci usati in menopausa (come antidepressivi SSRI, benzodiazepine e alcuni antipertensivi) possono ridurre la salivazione. Studi recenti dimostrano che quasi la metà delle donne in terapia con SSRI riporta bocca secca, contro solo un quarto di chi non li assume. Alcuni antipertensivi, come i calcio-antagonisti e i diuretici, sono anch’essi associati a un aumento della xerostomia.
Burning Mouth Syndrome: il bruciore inspiegabile
Molte donne descrivono una sensazione di bruciore alla lingua o al palato, spesso senza alcuna lesione visibile. È la cosiddetta burning mouth syndrome (BMS), che colpisce fino a 1 donna su 5 in post-menopausa.
Non è pericolosa, ma può essere molto fastidiosa e impattare sulla qualità di vita. Anche qui, il crollo ormonale sembra avere un ruolo decisivo.
Un aspetto interessante è che la politerapia (cioè l’assunzione di più farmaci insieme, tipica in questa fase della vita) è stata collegata a una maggiore prevalenza di BMS. Alcuni antipertensivi, in particolare gli ACE-inibitori, sono stati associati – anche se raramente – alla comparsa di sintomi di bruciore orale.
Alterazioni del gusto
Alcune donne in menopausa notano cambiamenti nel palato: cibi che sembrano insipidi, gusto metallico o amaro persistente.
Queste disgeusie possono dipendere sia dal calo ormonale sia dai farmaci. Gli ACE-inibitori, ad esempio, sono noti per causare sapore metallico in circa il 4% dei pazienti. In generale, circa il 17% dei farmaci di uso comune può dare disturbi del gusto, spesso associati anche a secchezza orale.
Cosa fare in pratica?
La buona notizia è che possiamo agire molto:
✔️ Igiene orale quotidiana accurata con spazzolino, filo e scovolini
✔️ Controlli regolari dal dentista ogni 6 mesi, con sedute di igiene professionale
✔️ Fluoro e prodotti specifici per chi soffre di secchezza per proteggere lo smalto
✔️ Dieta equilibrata, ricca di calcio e vitamina D, povera di zuccheri semplici
✔️ Idratazione costante e, se serve, sostituti salivari
✔️ Stile di vita sano: stop fumo, alcol moderato, importante anche la gestione dello stress
✔️ Dialogo col medico: se un farmaco scatena secchezza o alterazioni del gusto, non sospendetelo da sole ma parlatene con il vostro medico: spesso esistono alternative o aggiustamenti di terapia
✔️ In alcuni casi, valutare con il ginecologo la terapia ormonale sostitutiva (HRT), che può avere effetti positivi anche sulla salute orale
Un pensiero personale
Spesso, durante le visite, le pazienti mi dicono con un po’ di frustrazione: “non ho mai avuto problemi prima, e adesso succede tutto insieme”.
La mia risposta è sempre la stessa: non è colpa vostra, è il corpo che cambia. Conoscere questi cambiamenti è il primo passo per affrontarli senza paura. Con le giuste attenzioni, la menopausa può diventare un’occasione per prendersi ancora più cura di sé, anche del proprio sorriso.
Fonti scientifiche
- Areal-Quecuty V. et al. (2025). Dental Caries Status in Postmenopausal Women: Systematic Review and Meta-Analysis. PubMed
- Rajpal N. et al. (2025). Prevalence of Oral Manifestations in Menopausal and Postmenopausal Women: Systematic Review and Meta-Analysis. PubMed
- Shrivastava S. (2024). Menopause and Oral Health: Clinical Implications and Preventive Strategies. PubMed
- Ciesielska A. et al. (2022). Changes in the oral cavity in menopausal women – narrative review. PubMed
- Pereira de Oliveira N. et al. (2025). Hormone Therapy vs SSRIs and salivary flow in postmenopausal women. PubMed
- Taing MW. et al. (2023). Xerostomia induced by psychotropics: systematic review. PubMed
- Langari SF. et al. (2022). Antihypertensives and xerostomia in older adults. PubMed
- Wu YH. et al. (2023). Drug use and Burning Mouth Syndrome. PubMed
- Rademacher WMH. et al. (2020). Drug-induced taste disorders: systematic review. PubMed